L’arte di Irmelin rispecchia chiaramente la sua natura e la sua forte ispirazione poetica, è la prima cosa che notiamo nella sua pittura
Nel suo studio a Padova, 1990
In breve:
Irmelin Slotfeldt-Ellingsen (1933-2026) è stata una pittrice norvegese-italiana. Nata e cresciuta a Oslo (Norvegia), ha lavorato come pittrice per tutta la vita in Italia.
Ha studiato pittura a Parigi, Oslo e Roma. Particolarmente importanti per la sua formazione furono gli studi con il pittore francese Anders Osterlind e il norvegese Kai Fjell. Ha debuttato alla “Høstutstillingen” (Oslo) nel 1959 e la sua prima mostra personale si è tenuta al “Kunstnerforbundet” (Oslo) nel 1960.
Nel 1960 ha sposato il fotografo d'arte italiano Alberto Papafava dei Carraresi (1933-2020) e si è trasferita in Italia: prima a Roma, poi a Milano e infine a Padova, città natale del marito. È tornata in Norvegia nel 2024.
Come nomi d’arte ha utilizzato Irmelin Slotfeldt oppure Irmelin Slotfeldt Papafava firmando i suoi dipinti con “SLOTFELDT”. Dal 1967 utilizza la pittura acrilica su tela. Il suo stile può essere definito “espressionismo astratto”.
Ha una vasta produzione, ha partecipato a varie mostre personali e collettive ed è rappresentata in musei e collezioni private.
“Qui incontriamo una pittrice con un istinto cromatico meraviglioso e sviluppato. La sua sensibilità da colorista è spiccata e lavora con una scala di colori profondi, blu, marrone e rosso-viola, che sono il suo punto di forza e che conferiscono ai suoi quadri una vita propria e un'attitudine personale” (O. Mæhle sul Dagbladet (Oslo) al suo debutto, 1960).
“Nella pittura di Irmelin Slotfeldt si associano raffinata percezione dello spazio e delle forme, un’acuta intelligenza del reale e una delicata sensibilità per I rapporti di valore cromatico” (tratto dalla presentazione di Giorgio Segato alla mostra del 1987).
“Un’artista che sa mirabilmente accostare la magia della fiaba nordica alla dolcexxa del paesaggio Veneto” (Maria Pia Codato, 1997).
“Nelle tele si avverte molta tattilità e musicalità e il colore è distribuito in forma quasi ritmica. Mentre le grandi dimensioni catturano la fisicità, le piccole catturano I’intelligenza – ma tutte conquistano per I’armonia e la sensibilità che l’artista norvegese ha saputo transmittervi” (tratto dalla presentazione di Giorgio Segato alla mostra del 2006).
“Irmelin Slotfeldt si è imposta per un linguaggio essenziale ai limiti dell’astrazione, caratterizzato da un particolare rigore formale e da un cromatismo raffinato. Apparentemente una pittura più razionale che emotiva in questo suo indagare le struttre e le leggi segrete della materia, così armonica da suggerire ritmi musicali bachiani, dove il colore assume velenze mistiche proprie del mondo nordico” (Sergia Jessi sul Corriere del Veneto, 2006).
“Il Museo Nazionale [di Norvegia] sottolinea che intorno al 1970 Slotfeldt ‘sviluppò una pittura astratta distintiva, che allude alla natura e all'architettura’, e che con la sua unicità aggiunge nuove sfaccettature alla storia del modernismo norvegese” (Kåre Bulie sul Klassekampen (Oslo), 2020).
Fiori sul fiume (1997, 150x150 cm)